“UN’ALTRA ESPERIENZA STRAORDINARIA, DIAB3KING 2024, LA MONTAGNA COME TERAPIA”
Si è concluso ieri il DIAB3KING 2024. Quattro giorni, da giovedì 29 agosto, ai piedi del Monte Gelas, nel cuore del Parco delle Alpi Marittime, per il progetto “Diab3king 2024”. Un’iniziativa parte del più ampio progetto “Campo Educativo Terapeutico in ambiente montano” (alla sua dodicesima edizione), rivolta agli adolescenti affetti da Diabete Tipo 1, nata nel 2011 e promossa dall’associazione Jada (Junior Associazione Diabetici Alessandria), in collaborazione con l’associazione AGD Piemonte e con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, che si svolge con il CAI di Cuneo e i suoi accompagnatori di Alpinismo Giovanile.
L’obiettivo di “Diab3king” è quello di “utilizzare” la montagna come terapia, in questo caso attraverso l’esplorazione del territorio del parco, il confronto con medici ed educatori, oltre che attraverso la condivisione con ragazzi e ragazze. 32 i giovani, di età compresa tra i 14 e i 18 anni, che hanno preso parte a questa iniziativa, supportati da un’equipe medica degli ospedali S. Croce e Carle di Cuneo, Regina Margherita di Torino e Cesare Arrigo di Alessandria. Oltre a loro psicologi, nutrizionisti, educatori e gli accompagnatori del CAI. “I partecipanti hanno sperimentato e verificato i benefici dell’esercizio fisico sull’equilibrio glicemico” spiega l’organizzazione, oltre che esternato emozioni profonde ed uniche, là, in cima alla montagna dove “si può toccare il cielo con un dito”
LE EMOZIONI
“Mi porto a casa la consapevolezza di quanto sia potente il ritorno all’essenziale. Avvolti dalla cinta delle montagne ci si ritrova a condividere la propria intimità – nelle autonomie e nei pensieri – con un gruppo di pari che era estraneo fino a poco prima e con le dottoresse che abitualmente si incontrano in ambulatorio. Le sovrastrutture si sbriciolano e si può sbirciare dentro al proprio nucleo più caldo e vivo. Mi accetto? Mi sento amabile? Sono presente in questo momento? Si rimane radicati in questo qui e ora scandito dalla fatica, dalle folate di aria fresca e da un corpo che comunica con le glicemie. Ci si può concedere e permettere di ascoltarsi e guardarsi perché la frenesia del mondo ci dà pace e gli sguardi giudicanti sono altrove. Si sperimenta un nuovo stile di cura capace di allargare lo sguardo, di approfondire i bisogni della persona e di trovare all’interno delle relazioni le proprie fondamenta.”
“Sai, ti voglio raccontare una giornata speciale, un’esperienza straordinaria, il mio diab3king”
Siamo partiti verso la bellezza della montagna, verso un paesaggio che incanta la vista ed emoziona fino a togliere il fiato.
Siamo partiti perchè vogliamo diventare uomini e donne capaci di confrontarci, di conoscerci, di vivere nuove esperienze attraverso le quali crescere. Perché vogliamo imparare a vivere autonomamente gestendo la nostra malattia attraverso gli strumenti che abbiamo assimilato nei campi, grazie agli amici e ai medici che si dedicano a noi.
Abbiamo portato gli zaini sulle spalle e posto lo sguardo oltre l’orizzonte; camminando accanto agli amici, ci siamo osservati, abbiamo riso, abbiamo riflettuto, qualcuno forse ha anche pianto… dalla gioia, dalla stanchezza.
Ma gli zaini erano sempre più leggeri, la fatica ci aiutava ad ascoltare il nostro corpo ed a comprendere come stavamo. E man mano che si proseguiva, comprendevamo quanto fosse importante essere lì a misurarci con i nostri limiti, a provare ad accettarli, a volerli superare.
Finalmente raggiungiamo la meta, è la nostra meta, la meta di giovani adolescenti che amano la vita, che hanno mille progetti, qualche paura e tanti sogni.
A casa dentro lo zaino abbiamo riportato un solo monito importante:
ANDARE AVANTI E CREDERCI.









